Homistillio

Perchè un omicidio è moralmente riprovevole? Perchè è un furto. L’omicida toglie la vita a una persona, spossessandola della sua propria vita decidendo da sè di porvi fine. L’omicidio è il più grave e spregevole dei furti, perchè si strappa dalle mani del legittimo proprietario la cosa più intima e preziosa che ha, per mezzo della quale gode di tutto il resto. Il diritto di proprietà sulla propria vita è quanto di più intimo e sacro possa custodire una persona: è per questo che chi nega questo diritto, come l’omicida, commette il più spregevole degli atti.

Quello che fa orrore non è dunque tanto l’atto dell’omicidio, quanto l’atteggiamento psicologico dell’omicida, che decide di comportarsi da proprietario della vita altrui, di avere potere di vita o di morte sulle vite degli altri, il che è esattamente ciò che si fa quando si nega l’eutanasia ad un malato. Costringere un malato che, in condizioni come quelle di Piergiorgio Welby, non può decidere di morire senza un aiuto, a vivere contro la sua volontà, rivela quello stesso atteggiamento dell’omicida di “ladro di vite altrui”, di chi strappa la vita dalle mani del suo legittimo proprietario per farne ciò che lui, il ladro, e non il proprietario, vuole farne. Il possesso effettivo di tale vita, e le scelte su di essa, passano quindi al ladro, strappando al legittimo proprietario i diritti più intimi e basilari che abbia: quelli sulla propria vita.

E’ questa legge-omicidio che stanno passandosi le camere: la legge che intende punire con la galera chi dovesse rispettare la vita del malato, attenendosi alle sue scelte, e vuole invece imporre il furto al malato di quell’unico diritto che spesso gli rimane: il diritto alla vita, inteso come piena disponibilità della propria vita.  Il tutto in base al solito fanatismo religioso che, in quanto portatore di verità assolute -caratteristica irrinunciabile di qualsiasi religione- porta i suoi adepti a pretendere, in certi casi, di sapere meglio di te stesso cosa è il tuo bene, fino ad arrogarsi il diritto di lasciarti per anni a soffrire in un letto di ospedale, dall’alto della loro salute fisica e superiorità morale.

Se i difensori dell’eutanasia agissero in base ad una presunta verità divina, e agissero quindi come i cristiani in parlamento, dovrebbero votare una legge che imponga al medico di uccidere tutti i malati gravi, che essi lo vogliano oppure no, perchè “quello è il loro bene, noi lo facciamo per non farli soffrire, loro non sono nelle condizioni di capire che vivere non è la scelta migliore”. Però sappiamo che questo sarebbe un omicidio. Perchè sarebbe strappare la vita dalle mani del suo legittimo proprietario per farne ciò che vogliamo noi, ed impedirgli di farci ciò che vuole lui.

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La pazzia di Re Giorgio

Il presidente della Repubblica si sta impegnando, dall’inizio del suo mandato, per passare alla storia, nonostante i terremoti istituzionali di questi anni, come il presidente più equilibrato di sempre. Non equilibrato nell’imparzialità e nella costituzione come unico riferimento, ma semplicemente nel posizionarsi in modo equidistante dalle posizioni di destra e sinistra, qualunque esse siano. La destra dice che bisogna eliminare la costituzione, e la sinistra invece la vuole difendere? State certi che Napolitano dirà: eliminiamone il 50%. Sin da quando è al Colle, il presidente non ha altro pensiero che quello di finire il mandato senza essere costretto ad essere proprio lui in trincea quando avverrà lo scontro decisivo tra chi attacca lo stato di diritto e la separazione dei poteri, e chi lo difende.

Lui, che ha i poteri di “arbitro” della democrazia costituzionale, primo fra tutti quello di rinviare indietro le leggi, sta riuscendo a conquistare il record negativo di rinvii, proprio nel periodo di maggiori contestazioni alle leggi della maggioranza parlamentare che la Repubblica ricordi. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: Egli ha infatti da tempo avviato una prassi senza precedenti, per cui la presidenza della repubblica, da organo “arbitro” della politica, diviene organo politico, e anzichè controllare le leggi, le fa. E’ ormai usuale che ogni provvedimento del governo potenzialmente incostituzionale, anzichè dover passare al vaglio della controfirma di Napolitano, venga discusso nei suoi contenuti con lo stesso presidente prima che gli venga presentato il testo finale. Pur di evitare di dover rinviare una legge, Napolitano se ne rende co-autore, così da non poter più fare l’arbitro, in quanto non può giudicare incostituzionale una legge che lui stesso ha contribuito a scrivere. Un pò come se l’arbitro di una partita di calcio, per evitare di dover fischiare dei falli, decidesse di sostituire il difensore, lasciando di fatto la partita senza un arbitro. Un concetto dell’imparzialità così parziale, potevamo partorirlo solo noi.

Ma D’altra parte sono bastate le vergognose dichiarazioni degli ultimi anni a farci capire che tipo sia il presidente: da quando disse a un cittadino che “rinviare alle camere le leggi non serve a niente, tanto poi te le ripresentano, e allora che lo faccio a fare?” a quando giustificò il decreto salva-PDL nel lazio, che sanava il mancato rispetto della legge elettorale, ricordando che “Il PDL è il partito più grande“. E poi magari costui dovrebbe difendere l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge, specie in favore dei più deboli.

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Money it’s a crime

Ieri ho sentito Roberto Saviano lamentarsi di quanti gli rinfacciano di aver fatto i soldi con Gomorra. Da ormai diversi anni sembra funzionare un inedito sistema per rovinare la reputazione degli avversari politici: dire che sono ricchi. Cosa rispondere a uno spettacolo di Beppe Grillo? Che dice tanti “vaffa” ma poi coi suoi spettacoli è diventato milionario. Che dire di D’Alema? E’ un comunista in cashmere, ha la barca. Santoro? voleva dieci milioni di buona uscita, e Benigni, come etichettato in una delle leggendarie sparate di Sgarbi? “Pagato, pagato, pagato”.

Eppure nessuno dice che questi soldi vengano guadagnati in modo disonesto, o evadendo le tasse: il semplice essere pagato è una colpa. Perchè tutti coloro che pretendono di fare bene il proprio lavoro, di richiamarsi a principi morali, devono farlo gratis, altrimenti lo fanno solo per soldi e quindi il loro moralismo è falso. Se uno vuole fare il proprio lavoro, nel proprio interesse, ha il dovere di farlo male, di sostenere illegalità e ingiustizie. Chi invece il proprio lavoro vuol farlo bene, deve farlo gratis. E’ un pò come dire al vigile che ti fa la multa “lei non sa chi sono io”, e quando lui ti risponde che la legge è uguale per tutti, tu gli rispondi: “è inutile che faccia il tutore della legge, tanto lei è pagato per farlo”.

Pensiamo poi a chi pretende che un comunista non possa essere ricco. Il comunismo, come tutte le dottrine economiche, pretende di portare la società al benessere, non comporta certo una apologia della povertà: quello è il cristianesimo. Eppure chissà perchè nessuno rimprovera ai cristiani miliardari alcuna contraddizione.

E Santoro? Con i suoi ascolti-record, fa guadagnare alla RAI cento volte di più, in termini di ascolti e quindi di introiti pubblicitari di quello che spende per la sua trasmissione, compreso il suo stipendio. D’altronde nessun dirigente darebbe a un dipendete uno stipendio altissimo se non perchè si aspetta che Egli gli renda guadagni ancora maggiori. Quindi Santoro non ci costa un euro, anzi ci dà profitti, ma anche lui ha il dovere di lavorare gratis, se vuole lavorare secondo coscienza.

E finiamo con Saviano. Ed anche certa stampa non fa che ricordare ogni riga e mezza quanti soldi ha fatto Saviano con Gomorra. Invece di ricordare quanti soldi ha fatto la mafia con omicidi, stragi, traffico di droga, estorsioni eccetera, invece di ricordare quanti soldi la politica e la pubblica amministrazione hanno mangiato con la corruzione, si ricorda la “colpa” di chi guadagna onestamente, pagando le tasse e facendo un servizio ai cittadini. Perchè tu sei un paladino, e un paladino non vuole ricompense.

E invece no: tu non sei un paladino. Sono i criminali, i mafiosi e i corrotti che vogliono mostrarti come un paladino, per poi conglierti in fallo, perchè non si immaginano come uno possa difendere legalità e giustizia, senza essere un santo. Non capiscono che si può semplicemente scegliere di fare bene il proprio lavoro ed essere ricompensati per questo, scegliere di lavorare nel proprio interesse e decidere che il proprio interesse è quello della legalità. Perchè così facendo rovinano ciò su cui si basa il loro mondo, cioè che se si vuole agire nel proprio interesse lo si deve fare nel segno dell’ingiustizia. Io invece dico che dobbiamo essere fieri ed orgogliosi, ogni qual volta riusciamo a rendere vincente, anche finanziariamente, una persona onesta. E dobbiamo sperare che accada sempre più spesso.

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Leader Ship

Recentemente Silvio Berlusconi ha criticato “la sinistra” in quanto “non ha un leader“. Ovviamente tutti i partiti di centrosinistra hanno un Segretario, eletto coi voti degli iscritti durante un congresso o con le elezioni primarie. Con quest’ultimo strumento con ogni probabilità, alle prossime elezioni, si nominerà un candidato premier della coalizione del centrosinistra.

Accade così che l’Italia si faccia notare per l’ennesima anomalia: solo da noi si può sfottere l’avversario accusandolo di troppa democraticità, forti invece di un sultanato indiscusso ottenuto per acclamazione, peraltro dopo la cacciata del co-fondatore reo di aver proposto un modello politico alternativo per quello che avrebbe dovuto essere il “popolo delle libertà“.

Ma chi potrebbe essere alla fine il leader del centrosinistra? Di Pietro è un personaggio troppo “di rottura” per accontentare i palati più fini, soprattutto i D’Alemiani, quelli che continuano da anni a sostenere quella parte di centrosinistra che da anni va a braccetto con berlusconi, salvandolo, resuscitandolo e rimettendolo a nuovo ogni volta che è in agonia. Ma costoro non accetteranno nessun leader che spezzi questa tradizione, che cerchi davvero di battere ed eliminare politicamente l’attuale premier: non accetteranno mai Vendola, (il Berlusconi de noartri, il grande comunicatore di cui la sinistra ha un disperato bisogno, dovendosi confrontare con un popolo completamente insensibile alla sostanza ma molto alla suadenza), non accetteranno mai Rosy Bindi che Vendola aveva proposto come alternativa moderata a se stesso (troppo acuta e indipendente per potersi conformare agli inciuci), non accetteranno mai di vincere se non con un D’Alemiano, anzi: neppure con quello, perchè il D’Alemiano gli servirà solo per perdere e farsi altri 5 comodi anni di opposizione. Dunque o Bersani o morte: anche a costo di non fare le primarie. E poi c’è chi dice che non abbiamo già un leader.

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Sgarbi da regime

Solitamente si dice: “in italia c’è libertà di espressione, tant’è che Santoro, Travaglio &c. vanno in onda“. Peccato che il direttore di Raidue abbia più volte dichiarato che “fosse una scelta libera dell’azienda Santoro non andrebbe in onda” nonostante i continui record di ascolti, in quanto Annozero va in onda solo grazie alla sentenza di un giudice del lavoro, che dopo l’Editto Bulgaro ha reintegrato il giornalista facendo rispettare il contratto pluriennale firmato con la Rai poco prima della vittoria elettorale di Berlusconi nel 2001.

In un paese in cui l’80% degli elettori dichiara di utilizzare la TV come principale mezzo di informazione, e vendono venduti 9 quotidiani su 100 abitanti (contro 60 del Giappone e 40 della media europea) il 90% del mercato televisivo privato è gestito da Berlusconi, con le vergognose faziosità di Italia 1, Rete 4 e Canale 5. L’inchiesta di Trani ha dimostrato come il grante per le telecomunicazioni sia, anche riguardo alla Rai, uno zerbino del premier. Il Tg1 sta crollando negli ascolti grazie alla vergognosa linea editoriale di Minzolini, mentre 2 o 3 volte alla settimana va in onda Porta a Porta, condotto dall’altro fedele amico del Premier, che non pubblica libro che non venga presentato assieme a lui. La Rai sta per varare un regolamento per il quale, se Vespa ha già parlato di un argomento, nessuno può parlarne per 10 giorni: ad esempio se il Martedì si parla del caso ruby come di una bufala, Annozero non può smentirlo per 10 giorni.

Questa TV ci ha già deliziato con le fantasmagoriche balle su “Berlusconi assolto nel caso Mills” (Studio Aperto), “Mills Assolto” (Tg1) e i grandiosi fuori onda per cui “se fai un servizio contro Putin non capisci un cazzo politicamente” o “Se Berlusconi ha perso punti di certo non lo dicamo“, dimenticandosi che non c’è bisogno di questi mezzi se le vittorie elettorali di Berlusconi avvengono in quanto la gente capisce.

Ma questa è solo la punta dell’Iceberg: oltre al programma del leghista Paragone “L’Ultima Parola” stanno arrivando infatti due nuove trasmissioni, queste “volute dall’azienda” a differenza di Annozero: neanche a dirlo, i Berluscones D.O.C. Vittorio Sgarbi e Giuliano Ferrara. I quali, c’è da scommettere, non avranno i problemi di Vauro e Travaglio, entrambi ancora senza contratto nel silenzio dell’azienda.  Avremo quindi Italia 1, Rete 4, Canale 5, Minzolini, Vespa, Ferrara, Paragone e Sgarbi contro l’unica roccaforte di Raitre, e con un Santoro “non voluto dall’azienda” senza pubblicità sulla RAI, senza lanci del TG2, senza contratti per i collaboratori.

In america non si può possedere neanche una quota azionaria di maggioranza di una sola TV. Da noi, fin dai 22 miliardi versati da Silvio a Craxi per avergli ritagliato su misura la legge antitrust (condanna e prescrizione per finanziamento illecito) ci si può permettere tutto: anche di dichiarare, di fronte alle telecamere: “Ho candidato Ciarrapico perchè possiede dei media, e ci sono delle elezioni da vincere“.

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L’auto-scontro

Napolitano continua ogni giorno a sbracciarsi per invitare tutti alla calma e ad evitare lo scontro istituzionale, specie durante le celebrazioni per l’Unità d’Italia. Eppure a casa mia uno scontro si ha quando due fazioni si attaccano reciprocamente, non quando solo una attacca l’altra.

Da una parte infatti continuiamo a sentire che la magistratura è un organo sovversivo di cellule sovietiche che tenta di eliminare la proprietà privata in italia, una casta deviata di comunisti che sovvertono l’ordine democratico per finalità politiche, un gruppo di persone che sceglie quel lavoro “per fare del male” e “geneticamente diversa dal resto della razza umana”, i membri del quale “dovrebbero essere sottoposti a degli esami che ne attestino la sanità mentale” e che il premier dice che “verranno puniti”.

Dall’altra solo magistrati che continuano a fare quello che hanno sempre fatto: processare e condannare chi viene scoperto a commettere reati, con l’unica differenza che uno dei loro indagati nel ’93 ha deciso di scendere in campo nel ’94, prima del rinvio a giudizio, e che costui continua a commettere reati su reati senza preoccuparsi di nasconderli, facendoli scoprire per poi proteggersi con le leggi ad-personam.

In tutti i paesi democratici il problema dello “scontro” viene tagliato alla base, non rendendo impunibili i politici, ma cacciando i politici che commettono reati, sostituendoli con altri: e questo non si chiama “scontro”, ma legalità costituzionale. D’altronde anche il Presidente ha ricordato al Premier che “Il giusto processo è già garantito dalla costituzione”: dunque anche lui non vede alcuno scontro, alcun attacco della magistratura contro la politica, ma solo l’applicazione della legge in maniera uguale per tutti. E allora perchè parla di scontro? Mi chiedo se siano più da disprezzare i dittatori o gli uomini liberi che si incatenano da soli.

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L’ultimo degli Al Capone

Il noto gangster italo-americano degli anni ’30 Al Capone non venne mai arrestato per i suoi crimini, in quanto mancavano le prove, ma la polizia riuscì a porre fine al suo impero facendolo condannare a 20 anni per evasione fiscale. Così la lunga lista dei personaggi storici paragonati al nostro Premier, da Napoleone (che portò la Francia post-rivoluzionaria a una nuova dittatura) a Nerone (accusato di aver dato fuoco alla sua stessa patria pur di averla vinta sugli avversari) si può arricchire di questo ennesimo, sporco personaggio.

E’ effettivamente incredibile quanto il cosiddetto “Rubygate” abbia impressionato l’opinione pubblica: non che questa sia stata particolarmente colpita, rispetto a quanto sarebbe successo in qualsiasi altro stato ove un Berlusconi sarebbe stato dimesso all’istante; ma quei pochi punti percentuali che si spostano nell’apprezzamento del Premier sono, per un paese come il nostro, già un fatto epocale.  Se però l’apprezzamento di molti italiani verso Berlusconi è sempre stato preoccupante, non meno preoccupante è questo “calo” di consensi dovuto, probabilmente, più a ragioni di gossip che non ai reati annessi.

Se gli italiani fossero sensibili ai gravi reati di un premier, si ricorderebbero che egli è già stato incriminato per falsa testimonianza sulla P2 (la loggia massonica sovversiva alla quale B. aveva dichiarato essere stato iscritto senza pagare nulla) ma arrivò subito una amnistia che lo salvò; si ricorderebbero che l’amnistia coprì anche un suo Falso in Bilancio per l’acquisto dei terreni di Macherio; si scandalizzerebbero anche per la condanna, seguita da prescrizione (cioè non viene applicata la pena -per decorrenza dei termini- ma il reato è dichiarato accertato) per il finanziamento illecito di 20 miliardi al PSI di craxi, come ringraziamento -così come scritto in una lettera mandata da Berlusconi- per la legge Mammì, che consentì a Berlusconi di tenersi ben 3 televisioni contro la legge sulla concorrenza; sarebbero sconvolti dalle condanne prescritte per appropriazione indebita e falso in bilancio con Fininvest, dall’altro Falso in Bilancio sull’acquisto del Milan del giocatore Lentini, e soprattutto dalla corruzione giudiziaria nel caso Mondadori, l’azienda che venne rubata al legittimo acquirente De Benedetti grazie alla corruzione operata nei confronti del giudice Metta che sentenziò in favore di Berlusconi, azienda che non è mai stata restituita.

Se agli italiani importasse qualcosa di avere un premier pluricondannato e prescritto, si preoccuperebbero anche della condanna in primo grado per evasione fiscale sui diritti TV mediaset, o del fatto che in un processo in cui B. fu assolto (corruzione alla Guardia di Finanza) uno dei testimoni chiave, l’avvocato David Mills, è già stato condannato e prescritto per essere stato corrotto da Berlusconi per non dire ciò che sapeva, mentre il corruttore (Berlusconi) è ancora solo imputato grazie alle leggi ad personam.

Se agli italiani importasse dei reati, si preoccuperebbero anche delle motivazioni delle Assoluzioni del premier: a cominciare proprio dalla corruzione alla Guardia di Finanza, che anche grazie a Mills, portò all’assoluzione con la motivazione che “non è provato che a corrompere sia stato Paolo Berlusconi (già assolto) o Silvio”. Oppure per il falso in bilancio nell’operazione Medusa: “Berlusconi è così ricco che potrebbe non essersi accorto di avere incassato 10 miliardi di fondi neri”; sarebbero shockati dal sapere che per Mondadori sono stati condannati solo i suoi avvocati che corruppero il giudice, ma non Berlusconi perchè “le sentenze in quel periodo le compravano tutti, magari i suoi avvocati le hanno comprate in favore suo e coi suoi soldi ma senza dirglielo, inoltre gli vengono concesse le attenuanti generiche in quanto il suo stile di vita è molto agiato”; E infine sarebbero esterrefatti nel sapere che, anche scoperto il bonifico di 500 milioni che in poche ore passava da Berlusconi al giudice Squillante del caso Sme, i giudici decisero che la prova non andava utilizzata perchè “troppo evidente, e uno come lui non l’avrebbe utilizzata” quindi la prova non esiste. E verso chi dice di aver visto lo scambio in contanti -che quindi non lascia tracce-, “per gente di questo livello non è credibile che queste cose si facciano in contanti”. Si fa almeno un bonifico, no?

Stendiamo un velo pietoso poi sulle frequentazioni ed elogi di mafiosi sanguinari. Non vorremmo far fare cattiva figura all’italia nel mondo. Noi.

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