Permettiamogli di governare dalla galera

L’articolo 28 del codice penale prevede l’interdizione dal pubblici uffici dei condannati, il che è effettivamente in contraddizione con il principio democratico per gli incarichi elettivi. Perchè quindi non permettere al popolo di scegliersi chi vuole al governo (visto che è convinto di eleggere direttamente un “premier”), anche fosse Totò Riina o il mostro di Firenze in persona?

I giornali sono pieni di parole sullo “scontro” tra politica e magistratura, nonostante le parole di attacco e i tentativi di “vendetta”, insomma l’offensiva parta solo dalla politica, mentre la magistratura continua a fare quel che fa sempre, processare chi è sospettato di commettere reati, compresi tutti. Ma eliminare quella odiosa ed antidemocratica norma sull’interdizione taglierebbe la testa al toro: resterebbero di sasso sia i vari Cicchitto e Santanchè, sia i mangiatori di bambini in Toga, privati dello strumento di connessione tra l’attacco giuridico e quello politico.

Non se ne può più di sentire i politici di sinistra secondo i quali il problema dei reati del premier sarebbe “la figura che ci facciamo all’estero” perchè “tutti ci chiedono del bunga bunga e ridono”. Certo non è bello che un ladro, o un mafioso o un corruttore sia quello che ha il potere di dichiarare guerre, gestire sanità e istruzione, perchè in quella posizione fa molti più danni di quelli che farebbe da privato cittadino. Ma non è questo l’importante. Non se ne può più di sentire che “un premier che blocca il paese a parlare di Ruby poi non può fare niente per l’Italia”: siete voi che lo state bloccando, lui parlerebbe molto volentieri di qualsiasi altra cosa tranne che di Ruby. La questione di cui stiamo parlando invece non ha niente a che vedere con la dimensione politica, o almeno, quest’ultima è di minima importanza.

La questione importante invece è tutt’altra e molto più generale: viviamo in uno stato di diritto. da 150 anni a questa parte ci siamo sollevati dalla barbarie medievale e dall’idea di un sovrano-Dio che è la legge e quindi non ne è al di sotto. Questo significa che oggi io devo essere tutelato dai reati contro di me, nei confronti di tutti: sia del ladro di strada che del presidente del consiglio. Contrariamente a qualcuno che abbiamo visto in questo periodo sulle prime pagine, io non sarei più contento se mia figlia minorenne si prostituisse ad Arcore piuttosto che altrove. Io non sarei più contento di essere ammazzato dal presidente del Consiglio che non da un ladro di strada. Dobbiamo essere tutelati nei confronti di tutti, perchè nessuno si deve permettere di ammazzarci.

Le leggi penali non sono lì per il gusto di punire nè per rieducare, ma per dissuadere: obiettivo della legge penale è non essere applicata, perchè rendendo “poco conveniente” delinquere, deve far si che si scelga di non commettere reati. E devono essere tutti dissuasi a non ammazzarmi, compreso (qualcuno direbbe “soprattutto”) il Presidente. Egli deve quindi avere la stessa possibilità di andare in galera di chiunque altro: non deve poter dire che “è una questione politica”, non deve avere il palco col microfono già allestito e i gazebo coi depliant e i palloncini per fare un comizio dopo i processi, non deve avere a disposizione le leggi ad personam, perchè questo gli da il diritto di ammazzarmi quando gli pare.

Da una maggioranza che ha votato “Ruby nipote di Mubarak” c’è da aspettarsi di tutto, anche se il presidente uccidesse Napolitano in diretta TV direbbero che è un video-montaggio fatto dal KGB, che c’è il “solito attacco a orologeria contro l’eletto dal popolo” e che “comunque, meglio assassini che froci”. Per finire dicendo che i giudici non sono imparziali, mentre ad esserlo di più è l’imputato.

Quindi, perchè non dare al popolo quel che è del popolo? Possiamo noi forse, in minoranza, stabilire che un condannato non può governare dalla galera? E dall’alto di quale autorità? Non possiamo predicare uguaglianza e poi elevarci al di sopra di una maggioranza. Facciamolo governare dalla galera e ridiamo a questo paese una vita normale: facciamo le riunioni del G8 nella sala d’aspetto di San Vittore, mandiamo Gianni Letta su e giù per portargli in cella i documenti da firmare, facciamo i consigli dei ministri attraverso il citofono nell’orario delle visite, e i vertici NATO durante l’ora d’aria, con tanto di strategie disegnate sul terriccio. Ma vi prego, mandiamo i delinquenti in galera.

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