L’ipocrisia di chi difende il crocifisso

La sentenza di appello della corte europea di Strasburgo, che ha “assolto” l’italia dopo una sentenza di primo grado in cui la condannava per violazione dei diritti umani attraverso l’esposizione del crocifisso, ha riportato in auge un dibattito che sembra superfluo, ma in realtà mette terribilmente a nudo molte ipocrisie attorno al tema della laicità.

Il simbolo della religione cristiana è la croce, e in ogni chiesa troviamo un gigantesco crocifisso: nell’epoca in cui il cristianesimo era religione di stato, un Regio Decreto ha imposto a tutti gli edifici pubblici l’esposizione di tale simbolo religioso. Lo scopo era chiaro: indicare a tutti che le attività dello stato si svolgevano sempre in nome e per conto del Dio cristiano.

Oggi che è chiaro a tutti gli stati moderni che una teocrazia che pretende di fondarsi su principi assoluti in quanto divini, è incompatibile con il principio democratico, tutti si dicono a favore della laicità dello stato, non solo i politici cristiani ma anche gran parte del clero. Poi però pretendono che il simbolo imposto dallo stato teocratico negli edifici pubblici continui ad essere imposto (pena il licenziamento di chi lo rimuove, come le cronache di questi anni ci hanno mostrato) anche ora che lo stato è laico.

La vergognosa spiegazione che danno, pur di non ammettere di aver mal digerito il principio di laicità, è che il crocifisso non rappresenta un simbolo religioso ma culturale. Quello che per 2000 anni è stato il simbolo della loro religione che ha perseguitato e ammazzato tutti coloro che non volevano convertirvisi, e che è stato imposto negli edifici pubblici proprio per ossequio alla religione, è diventato l’unico simbolo della cultura occidentale, e quindi un simbolo laico, un pò come la stella in mezzo all’alloro che simboleggia la repubblica. Eppure sono milioni i simboli (questi si, davvero laici) che andrebbero affiancati al crocifisso per rappresentare tutte le influenze culturali che hanno plasmato la coscienza occidentale, ma la cassazione ha recentemente dato torto al giudice che pretendeva di esporre in aula, accanto al crocifisso, altri simboli.

La vecchia vergognosa convinzione dei cristiani di possedere verità rivelate e dunque assolute e indiscutibili per qualsiasi maggioranza si manifesta non solo in tutta la sua arroganza ma anche in tutta l’ipocrisia di chi è laico solo a parole ma poi pretende l’imposizione del proprio simbolo religioso spacciandolo per simbolo laico. Uno stato laico, cioè non legato ad alcuna religione, non dovrebbe permettere a nessuno di esporre simboli sacri sugli edifici che lo rappresentano, e invece l’italia non solo lo permette ma impone la loro affissione per legge punendo chi lo rimuove anche solo momentaneamente (come un professore che è stato licenziato perchè nell’ora della sua lezione lo riponeva in un cassetto e poi lo riattaccava). Che differenza di laicità c’è con l’Iran? Ah già: la mezzaluna è un simbolo laico, come la stella a sei punte.

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