La pazzia di Re Giorgio

Il presidente della Repubblica si sta impegnando, dall’inizio del suo mandato, per passare alla storia, nonostante i terremoti istituzionali di questi anni, come il presidente più equilibrato di sempre. Non equilibrato nell’imparzialità e nella costituzione come unico riferimento, ma semplicemente nel posizionarsi in modo equidistante dalle posizioni di destra e sinistra, qualunque esse siano. La destra dice che bisogna eliminare la costituzione, e la sinistra invece la vuole difendere? State certi che Napolitano dirà: eliminiamone il 50%. Sin da quando è al Colle, il presidente non ha altro pensiero che quello di finire il mandato senza essere costretto ad essere proprio lui in trincea quando avverrà lo scontro decisivo tra chi attacca lo stato di diritto e la separazione dei poteri, e chi lo difende.

Lui, che ha i poteri di “arbitro” della democrazia costituzionale, primo fra tutti quello di rinviare indietro le leggi, sta riuscendo a conquistare il record negativo di rinvii, proprio nel periodo di maggiori contestazioni alle leggi della maggioranza parlamentare che la Repubblica ricordi. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: Egli ha infatti da tempo avviato una prassi senza precedenti, per cui la presidenza della repubblica, da organo “arbitro” della politica, diviene organo politico, e anzichè controllare le leggi, le fa. E’ ormai usuale che ogni provvedimento del governo potenzialmente incostituzionale, anzichè dover passare al vaglio della controfirma di Napolitano, venga discusso nei suoi contenuti con lo stesso presidente prima che gli venga presentato il testo finale. Pur di evitare di dover rinviare una legge, Napolitano se ne rende co-autore, così da non poter più fare l’arbitro, in quanto non può giudicare incostituzionale una legge che lui stesso ha contribuito a scrivere. Un pò come se l’arbitro di una partita di calcio, per evitare di dover fischiare dei falli, decidesse di sostituire il difensore, lasciando di fatto la partita senza un arbitro. Un concetto dell’imparzialità così parziale, potevamo partorirlo solo noi.

Ma D’altra parte sono bastate le vergognose dichiarazioni degli ultimi anni a farci capire che tipo sia il presidente: da quando disse a un cittadino che “rinviare alle camere le leggi non serve a niente, tanto poi te le ripresentano, e allora che lo faccio a fare?” a quando giustificò il decreto salva-PDL nel lazio, che sanava il mancato rispetto della legge elettorale, ricordando che “Il PDL è il partito più grande“. E poi magari costui dovrebbe difendere l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge, specie in favore dei più deboli.

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