L’auto-scontro

Napolitano continua ogni giorno a sbracciarsi per invitare tutti alla calma e ad evitare lo scontro istituzionale, specie durante le celebrazioni per l’Unità d’Italia. Eppure a casa mia uno scontro si ha quando due fazioni si attaccano reciprocamente, non quando solo una attacca l’altra.

Da una parte infatti continuiamo a sentire che la magistratura è un organo sovversivo di cellule sovietiche che tenta di eliminare la proprietà privata in italia, una casta deviata di comunisti che sovvertono l’ordine democratico per finalità politiche, un gruppo di persone che sceglie quel lavoro “per fare del male” e “geneticamente diversa dal resto della razza umana”, i membri del quale “dovrebbero essere sottoposti a degli esami che ne attestino la sanità mentale” e che il premier dice che “verranno puniti”.

Dall’altra solo magistrati che continuano a fare quello che hanno sempre fatto: processare e condannare chi viene scoperto a commettere reati, con l’unica differenza che uno dei loro indagati nel ’93 ha deciso di scendere in campo nel ’94, prima del rinvio a giudizio, e che costui continua a commettere reati su reati senza preoccuparsi di nasconderli, facendoli scoprire per poi proteggersi con le leggi ad-personam.

In tutti i paesi democratici il problema dello “scontro” viene tagliato alla base, non rendendo impunibili i politici, ma cacciando i politici che commettono reati, sostituendoli con altri: e questo non si chiama “scontro”, ma legalità costituzionale. D’altronde anche il Presidente ha ricordato al Premier che “Il giusto processo è già garantito dalla costituzione”: dunque anche lui non vede alcuno scontro, alcun attacco della magistratura contro la politica, ma solo l’applicazione della legge in maniera uguale per tutti. E allora perchè parla di scontro? Mi chiedo se siano più da disprezzare i dittatori o gli uomini liberi che si incatenano da soli.

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