L’ultimo degli Al Capone

Il noto gangster italo-americano degli anni ’30 Al Capone non venne mai arrestato per i suoi crimini, in quanto mancavano le prove, ma la polizia riuscì a porre fine al suo impero facendolo condannare a 20 anni per evasione fiscale. Così la lunga lista dei personaggi storici paragonati al nostro Premier, da Napoleone (che portò la Francia post-rivoluzionaria a una nuova dittatura) a Nerone (accusato di aver dato fuoco alla sua stessa patria pur di averla vinta sugli avversari) si può arricchire di questo ennesimo, sporco personaggio.

E’ effettivamente incredibile quanto il cosiddetto “Rubygate” abbia impressionato l’opinione pubblica: non che questa sia stata particolarmente colpita, rispetto a quanto sarebbe successo in qualsiasi altro stato ove un Berlusconi sarebbe stato dimesso all’istante; ma quei pochi punti percentuali che si spostano nell’apprezzamento del Premier sono, per un paese come il nostro, già un fatto epocale.  Se però l’apprezzamento di molti italiani verso Berlusconi è sempre stato preoccupante, non meno preoccupante è questo “calo” di consensi dovuto, probabilmente, più a ragioni di gossip che non ai reati annessi.

Se gli italiani fossero sensibili ai gravi reati di un premier, si ricorderebbero che egli è già stato incriminato per falsa testimonianza sulla P2 (la loggia massonica sovversiva alla quale B. aveva dichiarato essere stato iscritto senza pagare nulla) ma arrivò subito una amnistia che lo salvò; si ricorderebbero che l’amnistia coprì anche un suo Falso in Bilancio per l’acquisto dei terreni di Macherio; si scandalizzerebbero anche per la condanna, seguita da prescrizione (cioè non viene applicata la pena -per decorrenza dei termini- ma il reato è dichiarato accertato) per il finanziamento illecito di 20 miliardi al PSI di craxi, come ringraziamento -così come scritto in una lettera mandata da Berlusconi- per la legge Mammì, che consentì a Berlusconi di tenersi ben 3 televisioni contro la legge sulla concorrenza; sarebbero sconvolti dalle condanne prescritte per appropriazione indebita e falso in bilancio con Fininvest, dall’altro Falso in Bilancio sull’acquisto del Milan del giocatore Lentini, e soprattutto dalla corruzione giudiziaria nel caso Mondadori, l’azienda che venne rubata al legittimo acquirente De Benedetti grazie alla corruzione operata nei confronti del giudice Metta che sentenziò in favore di Berlusconi, azienda che non è mai stata restituita.

Se agli italiani importasse qualcosa di avere un premier pluricondannato e prescritto, si preoccuperebbero anche della condanna in primo grado per evasione fiscale sui diritti TV mediaset, o del fatto che in un processo in cui B. fu assolto (corruzione alla Guardia di Finanza) uno dei testimoni chiave, l’avvocato David Mills, è già stato condannato e prescritto per essere stato corrotto da Berlusconi per non dire ciò che sapeva, mentre il corruttore (Berlusconi) è ancora solo imputato grazie alle leggi ad personam.

Se agli italiani importasse dei reati, si preoccuperebbero anche delle motivazioni delle Assoluzioni del premier: a cominciare proprio dalla corruzione alla Guardia di Finanza, che anche grazie a Mills, portò all’assoluzione con la motivazione che “non è provato che a corrompere sia stato Paolo Berlusconi (già assolto) o Silvio”. Oppure per il falso in bilancio nell’operazione Medusa: “Berlusconi è così ricco che potrebbe non essersi accorto di avere incassato 10 miliardi di fondi neri”; sarebbero shockati dal sapere che per Mondadori sono stati condannati solo i suoi avvocati che corruppero il giudice, ma non Berlusconi perchè “le sentenze in quel periodo le compravano tutti, magari i suoi avvocati le hanno comprate in favore suo e coi suoi soldi ma senza dirglielo, inoltre gli vengono concesse le attenuanti generiche in quanto il suo stile di vita è molto agiato”; E infine sarebbero esterrefatti nel sapere che, anche scoperto il bonifico di 500 milioni che in poche ore passava da Berlusconi al giudice Squillante del caso Sme, i giudici decisero che la prova non andava utilizzata perchè “troppo evidente, e uno come lui non l’avrebbe utilizzata” quindi la prova non esiste. E verso chi dice di aver visto lo scambio in contanti -che quindi non lascia tracce-, “per gente di questo livello non è credibile che queste cose si facciano in contanti”. Si fa almeno un bonifico, no?

Stendiamo un velo pietoso poi sulle frequentazioni ed elogi di mafiosi sanguinari. Non vorremmo far fare cattiva figura all’italia nel mondo. Noi.

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