Democrazia, questa sconosciuta

 

Probabilmente non esiste nel linguaggio politico alcun concetto tanto abusato quanto quello di Democrazia. Questo continuo infierire, come era ovvio ci ha fatto dimenticare il suo vero significato originario, e solo così è possibile dire che “in fondo siamo una democrazia, mica come in Iran o in Cina”. Eppure è fin dai primi fallimenti della democrazia rappresentativa, degenerata in dittatura (da Napoleone in avanti), che è chiaro a tutti come le elezioni non bastino a fare la Democrazia.

L’unica democrazia vera è quella diretta, quella delle città stato Ateniesi, che qualche volta da noi si riaffaccia sotto forma di Referendum. Il resto è tutto delegato a dei rappresentanti. Ma come evitare che questi ultimi si chiudano in una casta, si riuniscano tutti attorno a un leader carismatico, e trasformino di nuovo tutto in dittatura?  Il principio fondamentale su cui si fondano tutte le democrazie moderne, quello della “separazione dei poteri”: se i tre poteri Legislativo, Giudiziario ed Esecutivo restano separati e indipendenti, controllando reciprocamente che nessuno “sconfini” nel proprio territorio, nessuno avrà mai sufficiente potere per chiudere i boccaporti della democrazia. Questa dottrina, risalente a Montesquieu, è stata poi aggiornata nell’epoca della comunicazione di massa, aggiungendo un quarto potere, quello mediatico. E’ infatti chiaro a tutti l’enorme ruolo assunto dai mass-media quale fonte di informazione principale, se non unica, che sta alla base delle scelte di voto. Il “quarto potere” dunque deve essere, anche al suo interno, separato e pluralista.

Vediamo dunque la situazione italiana. Berlusconi detiene, in quanto capo del governo, il potere esecutivo. Qualche anno fa però il ministro Calderoli firmò una nuova legge elettorale, senza il consenso delle opposizioni, che egli stesso definì ridendo “una porcata, fatta per dispetto” in diretta TV. Mentre infatti negli altri paesi il Governo dipende dalla fiducia del parlamento, con questa legge che blocca le liste togliendo la possibilità di esprimere una preferenza, i parlamentari non sono più eletti ma nominati dal capo del partito e del governo, dunque la situazione si ribalta: è il parlamento che dipende dall’esecutivo, cosa di cui Berlusconi si è così vantato: “I finiani sono dei traditori, ma sono sicuro che torneranno con noi, perchè devono essere riconoscenti verso chi li ha candidati”, dunque la riconoscenza non va più rivolta verso il popolo che li ha eletti ma verso il leader. Per non parlare poi della straordinaria percentuale di ex-dipendenti del premier ora deputati, quali veline, vallette, igieniste dentali, medici di sua madre, tutti “miracolati” nell’avere i privilegi del Palazzo e che non possono tradire il capo, perchè di certo non c’è la fila degli altri partiti per accaparrarsi la Brambilla o la Carfagna. Il Parlamento (potere legislativo) diviene quindi una semplice appendice del Governo (potere esecutivo), completamente asservito (o meglio: “riconoscente”) e non più indipendente e separato.

E il potere giudiziario? Trattandosi del potere meno politico e dunque strutturalmente più vulnerabile, è protetto da una imponente struttura costituzionale a sua tutela. Non a caso, sia il potere giudiziario che la costituzione repubblicana sono ogni giorno oggetto di attacco del Governo. Secondo Berlusconi infatti “il popolo deve essere l’unico giudice ultimo”, cioè il voto deve essere una assoluzione e le sentenze vanno decise non secondo la scienza del diritto ma devono andare di pari passo con le scelte politiche del popolo. Non deve essere dunque la politica a seguire le regole del diritto, ma il diritto a seguire, anche in fase di giudizio, il vento della politica. Ancora una volta sono le parole del premier a chiarire la sua idea di democrazia e separazione dei poteri: “La magistratura in italia è eversiva perchè è divenuta un Potere dello stato, mentre dovrebbe essere solo un Ordine”.

Mentre tutto il resto del mondo studia come affrontare le sfide della modernità, e la “separazione dei poteri” si studia solo alle medie come base indiscussa del moderno stato democratico, noi siamo ancora qui a guardare attoniti un premier che tiene al guinzaglio i parlamentari “che devono essergli grati”, che ritiene eversivo il semplice fatto che “possa esistere un Potere giudiziario” e che detiene il monopolio quasi assoluto delle televisioni private, (Canale 5, Italia 1, Rete 4) possiede quotidiani e settimanali (Il Giornale, TV Sorrisi e Canzoni, Grazia, Donna Moderna, Chi, Flair, Cosmopolitan, First, Focus, Geo, Interni, Jack, Men’s Health, Sale & Pepe, Starbene, Telepiù..), e controlla spietatamente (come l’inchiesta di Trani ha ampiamente dimostrato) come cani da riporto gli organi preposti alla vigilanza nella RAI, ai quali sfugge per ora solo la “roccaforte” di Raitre e una trasmissione, Annozero, che va in onda su raidue solo grazie alla sentenza di un giudice del lavoro, ma sulla quale nonostante gli straordinari ascolti, il direttore di rete non scorda mai di precisare che “non va in onda per una scelta dell’azienda, e fosse per me non andrebbe in onda”.

Tutto questo mentre all’estero nessun parlamentare deve essere grato a nessuno se non ai suoi elettori, mentre è pacifico che quello giudiziario è un potere, e mentre nessuno può possedere più di una sola TV, e se entra in politica, non può possedere neppure una piccola quota azionaria di una sola TV. Tutto questo, ancora, mentre in Iran e in Cina si tengono elezioni periodiche. Proprio come da Noi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...