Nerone colpisce ancora

Perchè un “processo breve” dovrebbe essere pericoloso? non è quello che vogliamo tutti? Il problema è che la legge attualmente in discussione non ha nulla a che vedere con l’abbreviare i processi, ma col cancellarli. tutti. Se questa legge passasse, chiunque incontriamo per strada potrebbe accoltellarci con la matematica certezza di farla franca.

In ogni stato di diritto è prevista la prescrizione del reato: chi ha commesso una truffa vent’anni fa non può essere processato oggi. In Italia, già una delle tante leggi ad-personam di Berlusconi, gradita però a tanti altri (nota come legge Ex-Cirielli, in quanto il deputato che aveva depositato il progetto, poi completamente stravolto, si vergognava che venisse chiamata col suo nome) raddoppiò i termini di prescrizione per moltissimi reati, tutti quelli tipici dei “colletti bianchi” (bancarotta, usura, prostituzione, corruzione giudiziaria).  Si trattò, già allora, probabilmente della legge più devastante per i cittadini.

Ciò nonostante c’è ancora qualcuno così stupido da finire in galera lo stesso. Ecco che il confronto finale tra coloro che commettono reati e coloro che cercano di arrestarli si giocherà su una nuova legge: quella sulla prescrizione del processo (non del reato). Vale a dire che, oltre alla prescrizione del reato (che si calcola dal giorno in cui il reato è stato commesso) ora si dovrà guardare anche il giorno di inizio del processo. Se questo non si conclude entro 5/6 anni (a seconda dei casi), cosa prevede la cosiddetta “legge sul processo breve” per accorciarlo? Più soldi alla giustizia? più assunzioni di personale? nuovi concorsi in magistratura? niente di tutto ciò: semplicemente, dopo 5 anni il processo è annullato, imputati salvi e vittime con le pive nel sacco, considerando che la durata media di un processo penale in italia è di 7 anni e mezzo. Una situazione in cui chiunque sarà legittimato a compiere qualunque reato senza rischiare la galera, compresi i reati di sangue: anarchia.

Non a caso questa è da anni l’arma finale brandita da Berlusconi contro la “persecuzione giudiziaria” nei suoi confronti (ma diremmo, piuttosto, che è il codice penale a perseguitare lui, e viceversa): o la smettete di scoprire i miei reati e cercare di processarmi, o io distruggo tutto, faccio saltare il tavolo, brucio Roma.

Lo spiegava splendidamente Luciana Littizzetto: “Da domani la lista di attesa per una Tac deve essere di dieci giorni. Altrimenti? Altrimenti sei guarito”. E questa sarebbe la legge che presenterebbero al mondo come legge sulla Tac breve, contando sulla disinformazione della gente: non nascondendo il contenuto della norma non con chissà quale latinorum da azzeccagarbugli, ma semplicemente mettendo alla legge un titolo attraente. Questa è la considerazione che hanno di noi elettori, e noi elettori spesso ci dimostriamo più che degni di tale trattamento.

In ultimo, cosa fanno le opposizioni? Cosa fa il capo dello stato, ultimo baluardo a difesa della costituzione? Si conformano nel parlare di “legge sul processo breve” e cercano in ogni modo di trovare un “compromesso” per salvare lui evitando che sfasci l’italia. Glie la lasciassero sfasciare, l’italia, per una buona volta, e vedremmo quanto resterebbe al potere.. così facendo, hanno finora ottenuto solo di rateizzare quello sfascio.

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